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La poesia che propongo questo mese è tratta dalla raccolta La voz a ti debida del poeta spagnolo Pedro Salinas, una delle voci più alte della Generación del 27, il movimento che ha segnato un profondo rinnovamento nella poesia spagnola all’inizio del XX secolo. Al fianco di poeti come Federico García Lorca, Jorge Guillén e Rafael Alberti, Salinas ha contribuito a plasmare una nuova estetica poetica, più intima e concettuale, lontana dai toni enfatici della tradizione precedente.
“Una madre che dorme” è una delle poesie più rappresentative della tensione affettiva e memoriale che attraversa l’opera di Alfonso Gatto- il cui tratto espressivo all’interno dell’Ermetismo si è caratterizzato per “…le sperimentazioni e sobbalzi di un ‘avventura espressiva tra le più originali del Novecento italiano”( S. Ramat).
La poesia di oggi è tratta dalla raccolta “Oboe sommerso” (1930-1932) di Salvatore Quasimodo e segna uno dei momenti più alti della sua produzione poetica.
In essa il poeta siciliano si interroga e medita sulla parola- la parola poetica-. Come tutti sappiamo la parola “ poesia “ deriva da un verbo greco che si può tradurre in “ creare” e proprio da questo assunto parte il componimento di Quasimodo.
Il noce di Nazim Hikmet
La mia testa è una nuvola schiumosa,
il mare è nel mio petto.
Io sono un noce nel parco Ghiulkhan,
cresciuto, vecchio, ramoso – guarda!
ma né la polizia né tu lo sapete.
Antonia Pozzi ,una delle voci poetiche femminili più alte del Novecento italiano, con la poesia “Lago in calma” esprime la sua personalità e sensibilità poetica
La poesia Itaca di Konstantinos Kavafis, composta nel 1911, è una delle sue opere più celebri e rappresentative, profondamente simbolica e carica di significati esistenziali. Prendendo spunto dal viaggio di Ulisse narrato nell’Odissea, Kavafis trasforma il ritorno verso l’isola in una metafora del percorso della vita.
Senza alcun dubbio “Supplica a mia madre” di Pier Paolo Pasolini è tra le poesie più toccanti del Novecento italiano. È una dichiarazione d’amore intensa, quasi sacra, verso una figura fondamentale nella vita dell’autore: sua madre, Susanna Colussi.
Continuando nella lettura di poesie aventi per tema le città, l’identità e i luoghi interiori, propongo una poesia che sembra scritta apposta per svelare qualcosa che avevamo sempre sentito,percepito ma mai saputo dire.
La poesia di W. Szymborska “ Possibilità” nella sua semplicità espressiva- oserei dire semplicità elementare, da pensierini scritti su un quaderno di scuola- si lega in parte a quella di Borges commentata 14 giorni fa. Entrambe parlano di identità e di luoghi interiori. La poetessa polacca mette in fila tutta una serie di immagini e di personali considerazioni per arrivare a definire se stessa, la sua vita interiore, cosa le piace e cosa non le piace. Le sue parole, i suoi versi,chiedono ma non danno risposte.
La poesia che propongo, per questo nostro nuovo incontro di lettura, è di un grande poeta argentino noto anche come narratore. Le sue opere hanno influenzato largamente la cultura letteraria e non di fine Novecento.