Le reali possibilità per uno scrittore esordiente di pubblicare il proprio libro
In questo post‘Vagone 42: Charlie e Algernon‘ è possibile riflettere su un modo personale di analizzare un’opera o un autore. Forse uno scrittore esordiente potrebbe leggere con attenzione l’articolo dell’autore autorevole di codesta rubrica. Sono sicuro che un’attenta lettura può tornare utile per rivisitare le proprie opere con una più accurata analisi. Un augurio cordiale a tutti gli esordienti per un successo letterario.
MIRCO GOLDONI
Vagone 42: Charlie e Algernon

Vagone 42: Charlie e Algernon
Ok, lasciatemi iniziare da quello che considero un capolavoro della fantascienza (tanto per tarare gli strumenti).
Fiori per Algernon, di Daniel Keyes, uscito prima come racconto nel 1959 (vincitore del premio Hugo) e poi ampliato diventando un romanzo nel 1966 (vincitore del premio Nebula).
Algernon è un topo al quale viene somministrata una medicina per aumentare le sue capacità intellettive. I risultati sono più che soddisfacenti, tanto che l’esperimento viene testato anche su Charlie, un ragazzo con il quale la natura è stata decisamente avara. Inizia una sfida tra i due, nella quale Charlie, riconoscendo pian piano il proprio stato, rimane in equilibrio tra euforia dei progressi ottenuti e terrore di perderli. Attraverso questo esperimento riuscirà a dare un vero significato alle attenzioni che i suoi ‘amici’ prima e i ‘colleghi’ dopo gli riservano. Il finale può essere uno solo.
Quello che in questo post mi interessa approfondire è l’essenza stessa dei concetti di fantaScienza che in questo romanzo ho trovato.
- Il malessere umano, dato dalla deficienza cognitiva di uno dei due protagonisti, Charlie, e il suo continuo confronto/scontro/rispetto con l’altro protagonista, il topolino Algernon.
- Il contesto sociale, che porta Charlie al confine del rispetto umano.
- La profonda analisi che Charlie fa su se stesso, evidenziando i propri aspetti positivi e negativi e ponendoli sempre in discussione.
- L’aspetto ‘fantastico’, dato dalla possibilità di inventare una cura che, parole di Charlie, ‘mi faccia diventare intelligente’.
Come vedete, a parte l’ultimo punto, il contesto è assolutamente reale. L’ultimo punto è quello possibile, che, calato nel romanzo con capacità narrativa mirabile, lo rende più che probabile.
Daniel Keyes, è anche l’autore di ‘Una stanza piena di gente’, resoconto del suo lavoro come psicologo svolto nei confronti di Billy Milligan, riconosciuto come soggetto con multi-personalità. Nella sua mente infatti vivevano ben 24 differenti personalità distinte. Il libro è la testimonianza di un fatto realmente accaduto nel 1977 in Ohio, al termine del quale, per la prima volta nella storia giudiziaria statunitense, viene emessa una sentenza di non colpevolezza per infermità mentale. Un altro libro eccezionale, che, pur non avendo nulla a che fare con la fantascienza, dimostra ancora una volta quanto sia labile il confine tra le due parole fanta e scienza.
Mirco

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