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Il Conte di Montecristo
Di Alexandre Dumas
di Maria Rosa Giannalia
Cari lettori, di ritorno dalle vacanze estive, non farò, come mio solito, una recensione e neppure una vera e propria analisi di un libro.
Questa volta il mio post sarà improntato alla leggerezza della lettura. Di quella lettura, cioè, che non è scelta per colmare una conoscenza di autore o per analizzare una tematica letteraria attraverso le diverse proposte autoriali.
Paolo Nori: Chiudo la porta e urlo
Articolo di Maria Rosa Giannalia
Selezionato per la cinquina del premio Strega 2025, questo libro di Paolo Nori è di quelli che una lettrice/un lettore legge d’un fiato.
Perché non sembra un libro.
Non sembra neppure un romanzo, meno che mai una narrazione in cui la scrittura poetica di un autore emiliano contemporaneo Raffaele Baldini Si intreccia fittamente con l’autobiografia dell’autore.
La recensione che leggerete oggi è opera di Alessandra Seu, appassionata di letteratura e membro del gruppo: Percorsi di lettura, gruppo a cui appartengono Rosetta Martorana di cui avete letto, qui in questa rubrica, diverse recensioni, Gemma Pardocchi di cui abbiamo pubblicato una recensione e, naturalmente, anche io stessa che coordino questo gruppo e che dirigo questa rubrica “Passeggiate letterarie” all’interno del sito noiscrittorinoilettori, diretto da Antonio De Martino.
L’ORA DI GRECO DI HAN KANG
Recensione di Rosetta Martorana
“Il greco utilizzato da Platone assomiglia a un frutto maturo sul punto di cadere dal ramo. Nelle generazioni successive, conoscerà una rapida decadenza. Non solo la lingua, anche le città-stato andranno incontro al declino. In questo senso, potremmo dire che Platone aveva di fronte a sé il tramonto non solo della sua lingua, ma di tutto il suo mondo”
Il libro che vi propongo questo mese, non è recentissimo. E’ un romanzo scritto da Giorgio Vasta, scrittore palermitano, dal titolo Il tempo materiale pubblicato da Minimum fax nel 2008.
L’autore con questa sua opera prima ha vinto nel 2010 il premio città di Viagrande e nel 2011 il Prix Ulysse du Premier Roman.
Recensione di Maria Rosa Giannalia
Questo è il romanzo di esordio della scrittrice Amélie Nothomb libro che l’ha imposta nelle classifiche di vendita in Francia e non solo.
La prima edizione è del 1992 in Italia è stato pubblicato da Voland nel 1997.
Al premio Nobel per la letteratura Prétextat Tach restano solo due mesi di vita. La stampa di tutto il mondo implora un’intervista con lo scrittore, che una feroce misantropia tiene isolato da anni. Quattro giornalisti lo incontreranno ma, con una dialettica in cui si mescolano logica e malafede, il Grande Scrittore si prenderà gioco di loro e li annienterà sul piano personale e professionale. Il quinto invece, una donna, gli terrà testa, e l’intervista diventerà interrogatorio, poi duello senza respiro. Un romanzo quasi interamente dialogato, anche perché nessuna forma si avvicina altrettanto alla tortura.
Le attuali tendenze della letteratura contemporanea verso il romanzo biografico e autobiografico, non sempre rendono giustizia al talento di autrici e autori. La voglia di raccontare di sé o di altri, spesso familiari, si traduce in una sorta di narrazione ripetitiva e enfatica che poco ha da dire al pubblico dei lettori.
Anche questo mese, l’artico dedicato alla letteratura sarà una recensione di Rosetta Martorana.
Troverete un’analisi approfondita anche sui personaggi della storia che Heinrich Boell ci racconta in
questo suo bel romanzo datato 1963.
Oggi la nostra rubrica accoglie l’analisi dettagliata del romanzo IL FUOCO CHE TI PORTI DENTRO, condotta da Gemma Pardocchi che delinea gli aspetti più interessanti e i temi sottesi a tutta la narrazione.
I nostri lettori, sono sicura, avranno il piacere di condividere, se hanno letto il romanzo, le osservazioni di Pardocchi o di incuriosirsi per conoscerli attraverso una lettura di prima mano se ancora non l’hanno fatto.
La passeggiata letteraria di oggi ci porta a fare un giro largo nello spazio e nel tempo. Questa volta vi propongo un’analisi di Rosetta Martorana sul romanzo dello scrittore e drammaturgo svizzero Friedrich Durrenmatt: ”Il giudice e il suo boia”, pubblicato per la prima volta nel 1952 e apparso in Italia nella traduzione di Enrico Filippini, Collana UEF n.295, Milano, Feltrinelli, 1960. A buona ragione il romanzo può annoverarsi tra i polizieschi-psicologici e può essere considerato il prototipo nel suo genere.