LIBERO IN UN LIBRO: I convitati di pietra: il tempo come ultimo commensale

Ci si sente immortali quando si è giovani. Si gioca con l’idea della morte come fosse un concetto remoto, un’astrazione senza peso, un’ipotesi che non riguarda davvero nessuno. È su questa incoscienza che prende forma il patto perverso all’origine de “I convitati di pietra” di Michele Mari, romanzo che ha conquistato il Premio Strega 2026 proprio perché ha saputo trasformare un gioco adolescenziale in una meditazione feroce sul tempo, sulla memoria e sulla natura umana.