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Il dovere della memoria: perché leggere “La notte” di Elie Wiesel
di Carmine Di Giuseppe
Nell’approssimarsi del “Giorno della Memoria”, il 27 gennaio, sento il dovere – prima ancora che il desiderio – di segnalare un libro che per me è stato ed è tuttora fondamentale. Un libro che mi ha accompagnato in ognuno dei tre viaggi compiuti ad Auschwitz, come una presenza silenziosa ma necessaria, capace di dare parole a ciò che, spesso, le parole non riescono a contenere.
Vagone 42: fantascienza
Primo successo, siete entrati in una rubrica dedicata alla fantaScienza (non è un errore di battitura, poi vi spiegherò). Lo so, è un genere in via di estinzione ma la fantascienza può essere – a mio parere – ancora attuale, perché fantascienza non è necessariamente astronavi o alieni (almeno, non solo).
Quando pensiamo a un libro, spesso, siamo portati istintivamente a considerarlo un semplice contenitore di informazioni: un veicolo per raccontare storie, trasmettere conoscenze o divulgare teorie scientifiche. Lo consideriamo un mezzo, raramente un maestro. Questa visione, tuttavia, è riduttiva. Prima ancora di leggere il titolo, il libro, in quanto oggetto fisico, ha già iniziato ad educarci.
1 – IL LIBRAIO
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La poesia che propongo questo mese è tratta dalla raccolta La voz a ti debida del poeta spagnolo Pedro Salinas, una delle voci più alte della Generación del 27, il movimento che ha segnato un profondo rinnovamento nella poesia spagnola all’inizio del XX secolo. Al fianco di poeti come Federico García Lorca, Jorge Guillén e Rafael Alberti, Salinas ha contribuito a plasmare una nuova estetica poetica, più intima e concettuale, lontana dai toni enfatici della tradizione precedente.